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D. 18/03/2005 n. 20t) prevedere lo spostamento dei fossi acquedottistici eventualmente interferiti in zone contermini u) prevedere misure di compensazione di importo non inferiore al 3% dell'importo dei lavori v) realizzare, previo adeguato progetto acustico, una schermatura completa del lato est dell'infrastruttura e dello svincolo per Rubiera, nel tratto indicativamente compreso tra i civici: strada Nuova di Marzaglia n. 146 e strada Marzaglia n. 178/2, per uno sviluppo lineare complessivo di circa 1400 m w) dovrà considerare e risolvere le interferenze dirette e non, con il Percorso natura realizzato lungo il fiume Secchia da Modena a Sassuolo; la soluzione delle interferenze dovrà passare necessariamente attraverso la previsione di opere di mitigazione da realizzarsi per minimizzare l'impatto visivo e acustico, nonchè per garantire i collegamenti con la rete viaria ordinaria circostante; la funzionalità del percorso dovrà essere garantita anche durante la fase di realizzazione dell'opera x) i manufatti di raccolta dovranno essere dotati di vasche e organi di compartimentazione per poter raccogliere eventuali reflui derivanti da sversamenti accidentali y) dovrà realizzare tutti i manufatti necessari ad evitare infiltrazione delle acque meteoriche e di dilavamento superficiale nei tratti a vulnerabilità elevata e molto elevata z) per quanto concerne il sistema di drenaggio delle acque reflue di origine meteorica e di origine accidentale (sversamenti, acque di spegni- mento incendi, acque di lavaggio della piattaforma, etc.) dell'infrastruttura occorre prevedere per tutti i corsi d'acqua presidi idraulici; aa) al fine di minimizzare le possibili interferenze ed impatti sul deflusso e sulla qualità delle acque superficiali e sotterranee, è necessaria la predisposizione di presidi di controllo idrico su tutti i recapiti del sistema di drenaggio dell'infrastruttura; a tal fine occorre prevedere impianti di depurazione con pretrattamenti meccanici di grigliatura e disoleazione e trattamenti primari di sedimentazione, per le acque reflue di prima pioggia e di origine accidentale (sversamenti, acque o fluidi di spegnimento incendi, acque di lavaggio della piattaforma, etc.), prima dei recapiti; bb) il tratto stradale dovrà essere munito di strutture atte a garantire, lungo tutti i tratti insistenti in zone idrogeologicamente molto vulnerabili (secondo la carta di vulnerabilità degli acquiferi) oltre che lungo il tratto secante la zona di rispetto allargata del campo acquifero di Marzaglia, la fuoriuscita di strada di autoveicoli e conseguentemente i potenziali sversamenti di inquinanti nelle zone adiacenti l'asse stradale; cc) dovranno essere potenziati gli interventi di compensazione al fine di non impoverire l'efficienza ecologica del corridoio e ridurre l'impatto dell'opera sul territorio in generale (fasce boscate, opere di rinaturazione); tali interventi dovranno essere realizzati lungo tutto il tracciato della bretella con particolare riferimento ai tratti in corrispondenza delle aree naturali più interessanti (Casse, ex Cave Rametto) ed in prossimità dei centri abitati al fine di non compromettere le connessioni ecologiche tra la fascia fluviale e il territorio agricolo posto ad est del raccordo autostradale in fase di forte rinaturazione; dd) nell'area sensibile di impatto 4 (pag. 69 appendice B) ex Cave Rametto, dovrà essere ridotta al massimo la frammentarietà del sito e dovranno essere adottati tutti gli accorgimenti necessari per non danneggiare le eventuali risorgive; dovranno inoltre essere previsti sistema di raccolta delle acque della piattaforma stradale e smaltimento delle stesse all'esterno dell'area al fine di tutelare le acque presenti nei bacini; ee) dovranno essere attuate le prescrizioni previste nel SIA ed inoltre si dovrà: inserire i sottopassi di attraversamento per la fauna minore non contemplati nelle misure di mitigazione; le piante messe a dimora e le semine di erbacee dovranno essere certificate di produzione locale; le piante di biancospino attualmente non sono ammesse per decreto regionale a causa della diffusione del colpo di fuoco batterico che colpisce gran parte delle rosacee ed in particolare il biancospino; per la pianura comunque è il Crataegus monogyna e non Coxyacantha che occupa la fascia montana. In sostituzione è possibile l'uso del prugnolo (Prunus spinosa) e della rosa canina; ff) siano verificate le seguenti condizioni in prossimità del fiume Secchia e delle sue aree di pertinenza: • l'insieme delle opere costituenti l'attraversamento (ponte-viadotto e rilevati di accesso) non deve comportare condizionamenti al deflusso della piena e non deve indurre modificazioni all'assetto morfologico dell'alveo; • la soluzione progettuale adottata per il ponte e per i rilevati di accesso deve garantire l'assenza sia di effetti di rigurgito tali da comportare un aumento delle condizioni di rischio per il territorio circostante, sia di riduzione degli effetti di laminazione della piena; • l'insieme delle opere deve essere in condizioni di sicurezza intrinseca rispetto ai fenomeni di piena; • tenuto conto che l'Autorità di Bacino ha in corso lo «Studio di fattibilità della sistemazione idraulica del fiume Secchia nel tratto da Castellarano alla confluenza in Po» e che quindi è necessario raccordare tra loro i due progetti, si ritiene opportuno un incontro tecnico tra i progettisti dell'ANAS e la predetta Autorità di bacino. 2. Da assolvere nella redazione del progetto esecutivo a) in generale si dovranno utilizzare specie autoctone e/o naturalizzate, che garantiscono un maggior successo d'impianto (facilità all'attecchimento, adattamento pedo-climatico, buona resa nello sviluppo, minori costi di manutenzione); latifoglie non autoctone possono essere tollerate in misura minore e limitatamente agli ambiti fortemente urbanizzati in cui sono necessari interventi con finalità estetiche; stessa logica deve essere seguita per le specie arbustive non autoctone; assolutamente da evitare sono le specie riconosciute come invadenti (Robinia, Ailanto, Amorpha, etc.) b) la fascia boscata deve essere sempre articolata prevedendo diversi livelli di vegetazione (alberi di I, II e III grandezza e arbusti) e diversificazione specifica occupando, in questo modo, sia lo spazio orizzontale sia quello verticale a disposizione della fascia stessa c) la tipologia di impianto e gli standard vivaistici da utilizzare nella progettazione esecutiva, dovranno favorire un rapido sviluppo della vegetazione, utilizzando piante a pronto effetto e sedime forestale in fun- zione degli obbiettivi che si vorranno perseguire: verde d'arredo, verde schermante, verde con funzione naturalistica, etc. d) particolare attenzione dovrà essere posta al tipo di terreno e all'eventuale livello di inquinamento accumulatosi, poichè eccessive concentrazioni, o anche la sola presenza di alcune sostanze, possono inficiare l'attecchimento di alcune specie o precluderne la sopravvivenza nel tempo; inoltre si dovrà prevedere in caso di necessità uno strato di terreno vegetale per almeno 80 cm e) il progetto, pur evidenziando nel S.I.A. la presenza di ambiti naturali di un certo pregio (fiumi Secchia e Panaro, torrenti Tiepido e Samoggia), non ne prevede il potenziamento, limitandosi alla ««ricucitura con la vegetazione esistente»; si ritiene necessario potenziare tali tratti con sistemazioni a verde naturale f) ogni intervento in ambito naturale (fluviale, di cava, etc.) dovrà prevedere l'utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica g) assolutamente fondamentale e necessaria è la scelta di ricomprendere le operazioni di manutenzione degli impianti per almeno tre anni dalla messa a dimora; a questa si aggiunge la necessità di prevedere un reimpianto delle fallanze nel primo anno di manutenzione h) predisporre un piano di monitoraggio per verificare gli effettivi livelli sonori post operam in prossimità dei ricettori residenziali; le fasi realizzative e le sorgenti che il monitoraggio dovrà caratterizzare sono: aree fisse cantiere, fase di costruzione, fase finale di esercizio; le modalità di misura i periodi di osservazione e la scelta dei ricettori dovranno essere concordate con il comune di Modena; la situazione ante operam dovrà essere acquisita prima dell'inizio della fase di cantiere i) caratterizzare i fanghi di decantazione, depurazione e disoleazione al fine di scegliere le idonee modalità di stoccaggio, pretrattamento e smaltimento; la gestione e la manutenzione sarà necessariamente a carico di ANAS j) contenere il «piano di gestione, manutenzione e verifica di funzionalità del sistema di raccolta e trattamento dei fanghi»; in particolare la manutenzione degli impianti dovrà essere garantita con una cadenza minima di 4 volte all'anno k) contenere il «piano di gestione, manutenzione e verifica di funzionalità del sistema di drenaggio, invaso e trattamento delle acque di origine meteorica e degli eventuali sversamenti accidentali» da presentare per l'approvazione ad ARPA ed alla provincia di Modena e Reggio Emilia; in particolare la manutenzione degli impianti dovrà essere garantita con una cadenza minima di 4 volte all'anno l) in relazione alla vulnerabilità idrogeologica della falda acquifera, progettare presidi idrogeologici di monitoraggio delle opere di realizzazione dei manufatti, grazie ad appositi piezometri da mettere in opera in fase esecutiva; i presidi devono possedere le seguenti caratteristiche generali: ogni presidio idrico deve prevedere la messa in opera di appositi piezometri; i piezometri devono captare un solo acquifero cadauno; non devono essere attrezzati con un dreno continuo, devono essere cementati negli orizzonti acquiferi che non sono di specifico interesse; devono disporre di cementazione della testata; devono avere diametri tali da eseguire prove di pompaggio a portata costante di lunga durata, con portate che siano significative ai fini del dimensionamento del sistema di disinquinamento m) nei presidi devono essere controllati i seguenti parametri: pH, conducibilità elettrica, alcalinità, ammoniaca, nitrati, cloruri, solfati, sodio, potassio, calcio, magnesio, fosforo, i principali metalli pesanti, idrocarburi disciolti e non, composti organo alogenati, materiale in sospensione; per le determinazioni chimico-fisiche dirette in sito, devono essere monitorati anche i seguenti parametri: temperatura dell'acqua, temperatura dell'aria, ossigeno disciolto (per le modalità di prelevamento, stabilizzazione e conservazione, dei campioni d'acqua si deve fare riferimento ai metodi Irsa e decreto del Presidente della Repubblica n. 236/1988). Si ricorda la necessità di operare idoneo spurgo dei pozzi adottando ad esempio i criteri relativi ai volumi prelevati n) prevedere un piano di monitoraggio da effettuare durante la fase di cantiere per verificare le effettive concentrazioni di inquinanti in corrispondenza dei ricettori residenziali posti sia lungo il tracciato che in prossimità delle aree fisse di cantiere; il piano dovrà essere concordato con il comune di Modena; la situazione ante operam dovrà essere acquisita prima dell'inizio della fase di cantiere. 3. Da assolvere nella fase di cantiere; da inserire nel Capitolato speciale d'appalto a carico dell'esecutore dei lavori a) l'asfaltatura delle piste di cantiere e la loro sistematica pulizia con frequenza da valutare anche in relazione alle condizioni meteo, per garantire la minima diffusione delle polveri aero disperse b) per limitare le emissioni diffuse e puntuali di polveri derivanti dalla movimentazione dei materiali di costruzione, dall'esercizio di impianti fissi e dalla movimentazione dei mezzi su sede stradale di cantiere sterrata è necessario: per l'impianto di betonaggio e altri impianti fissi, prevede- re sistemi di abbattimento per le polveri in corrispondenza degli sfiati da serbatoi e miscelatori durante il carico e scarico e la lavorazione; prevedere la umidificazione dei depositi temporanei di terre, dei depositi di materie prime ed inerti e delle vie di transito da e per i cantieri, soprattutto quando queste si trovino nelle vicinanze di un aggregato urbano; per il trasporto prevedere un sistema di ricopertura dei cassoni con teloni; qualora nella composizione del calcestruzzo rientri come materia prima il polistirolo, il ciclo delle acque usate, provenienti anche dal lavaggio delle autobetoniere, non dovrà essere svolta a cielo aperto e comunque, prima dello scarico delle acque usate nel contenitore preparato allo scopo, dovranno essere interposte griglie di trattenimento del materiale plastico; acquisire le autorizzazioni necessarie per le emissioni di inquinanti in atmosfera ai sensi delle vigenti normative |
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